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Lunedì, 13 Novembre 2017 16:27

Saluto romano dopo il gol, sfregio a Marzabotto

MARZABOTTO – Fa gol, corre sotto la tribuna del Marzabotto esibendo il saluto romano e la maglia con il simbolo fascista. E' successo durante la partita Marzabotto-65 Futa.

“Durante la partita di seconda categoria del girone Ia tra la nostra squadra e la 65 Futa, un giocatore ospite, dopo la realizzazione del secondo gol che ha segnato la vittoria degli ospiti, è corso verso la tribuna facendo più volte il saluto romano e, dopo essersi sfilato la maglia della squadra, ha esibito platealmente e provocatoriamente una maglietta con un ben noto simbolo fascista, arrampicandosi sulla rete di separazione tra il campo e la tribuna stessa. Si tratta di un atto premeditato che Marzabotto non giustifica per nessuna ragione". Dura condanna del Comune di Marzabotto dopo i fatti successi domenica 12 novembre.

“Questa amministrazione comunale procederà per le vie legali per chiedere l’applicazione delle leggi esistenti ( Scelba e Mancino ) che puniscono il reato di apologia al fascismo. Inoltre chiederà alla Federazione Gioco Calcio di Bologna di prendere immediate misure nei confronti della società 65 Futa che prevedano l’allontanamento del giocatore dai campi di calcio. Risulta assai improbabile che nessun dirigente della società 65 Futa si sia accorto negli spogliatoi della maglietta indossata dal calciatore in questione” continua la nota dell'amministrazione pubblicata poi sul profilo Facebook. “Lo sport, soprattutto ai livelli locali, deve essere strumento di crescita umana ed educazione civica e non deve copiare i peggiori esempi che accadono negli stadi a livello nazionale. E’ una questione di rispetto per la memoria di chi ha dato la propria vita per la libertà e la democrazia” sottolinea il sindaco Romano Franchi.

“La Società Futa 65 comunica che non era a conoscenza della maglia indossata dal ragazzo, e che nel caso un qualsiasi giocatore o dirigente l’avesse vista ovviamente avrebbe impedito categoricamente di indossarla. Ribadendo l’estraneità al fatto, la Società Futa 65 comunica inoltre che il calciatore in questione è già stato sospeso dall’attività agonistica e verrà multato secondo il regolamento interno vigente. Ci scusiamo per l’accaduto con tutte le persone colpite nel profondo da questo gesto... e chiediamo scusa a tutti a nome nostro e del nostro tesserato” risponde la società di calcio.

Infine, le scuse del giocatore. “Sono consapevole di aver recato offesa non solo alle associazioni partigiane e antifasciste ma a tutta la comunità di Marzabotto. Ho agito con leggerezza senza pensare alle conseguenze che questo mio gesto avrebbe scaturito tanto a livello personale quanto comunitario.
Ho lasciato passare un terribile messaggio di cui, ribadisco, sono totalmente pentito e dispiaciuto. So che nessuna mia parola potrà cancellare né il mio sconsiderato gesto né il dolore che esso ha causato. Ma era mio dovere morale scusarmi. Dichiaro inoltre che la società Futa65 e i miei compagni di squadra sono stati da me tenuti allo scuro della maglia incriminata che portavo sotto quella da gioco e delle mie intenzioni di mostrarla .. fino a fatto compiuto”.

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