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Mercoledì, 13 Giugno 2018 10:40

Alessandro Ramagli si presenta con grande autorità e convinzione

di Leonardo Cecconi

PISTOIAE' Alessandro Ramagli il terzo coach del Pistoia Basket nella massima serie, dopo i cicli con Paolo Moretti e Vincenzo Esposito.

L'allenatore livornese ha rescisso il contratto che lo vedeva legato fino al 30 giugno a Bologna ed ha ratificato un accordo biennale con la società biancorossa.

Ci siamo lasciati pochi giorni fa dopo la presentazione del nuovo consiglio -apre la conferenza il nuovo presidente, Massimo Capecchi- ed abbiamo mantenuto la promessa di presentare il nuovo allenatore in tempi brevi. E' un accordo biennale, perchè siamo soliti avere lunghe relazioni con gli allenatori; siamo contenti della scelta e di essere stati scelti dallo stesso Ramagli”.

 

Abbiamo concretizzato la scelta dopo attente valutazioni -dice Giulio Iozzelli-, ma in tempi relativamente brevi. Come abbiamo avuto modo di dire nei giorni passati, avevamo la necessità di riflettere sull'opportunità di pensare a che tipologia di allenatore volevamo; la scelta è andata su una persona di esperienza, con un lungo curriculum ed ho pensato di avere la necessità di un allenatore che conoscesse bene la categoria ed i giocatori italiani. Siamo andati a scegliere una persona preparata e perbene e questo era il primo aspetto, perchè abbiamo sempre cercato la qualità della persona, del quale potersi fidare dal punto di vista umano e capace di calarsi nella nostra realtà con intelligenza ed equilibrio. Alessandro riteniamo sia la persona giusta e dopo alcuni contatti avuti in passato, finalmente incrociamo le nostre strade; siamo abituati a battaglie con formazioni superiori alla nostra e abbiamo valutato che Ramagli abbia le motivazioni giuste per iniziare questa avventura e sono personalmente contento che ci abbia scelto. A breve, spero in settimana, vorrei fare una ulteriore conferenza per parlare di tutto lo staff; per quanto riguarda la squadra, dovremo fare attente valutazioni sui giocatori italiani, ragazzi che hanno voglia di giocare e mettersi in gioco o rilanciarsi”.

 

Non è mai banale iniziare una nuova avventura e c'è sempre emozione -le prime parole in biancorosso del nuovo head coach-. Allenare in Toscana per me non è mai come allenare da un'altra parte ed ho la sensazione che Pistoia possa diventare come casa mia, perchè noi toscani abbiamo un filo che ci unisce ed abbiamo nel nostro sangue il senso della sfida. Questo aumenta anche il senso di responsabilità e ti senti di dover fare qualcosa in un posto a cui tieni. Ci siamo visti per la prima volta giovedi per un caffè, con una buona parte dei rappresentanti di questo club, ci siamo presentati e raccontati e ci siamo presi il fine settimana per capire se un partner era giusto per l'altro. La risposta è stata affermativa e domenica ci sono state le prime “schermaglie” contrattuali, ma c'è stata la volontà di incontrarsi a metà strada e ieri c'è stata la firma; sono abituato a tenermi le maniche arrotolate e questa è la prima cosa che ognuno deve mettersi in testa e chiedo a voi di arrotolarvi le maniche per una comunicazione libera ed intelligente, ma che aiuti la società al meglio. Chiedo alla società di arrotolarsi le maniche per costruire una nuova squadra, perchè nessuno naviga nell'ora, ma ognuno ha i suoi obiettivi. Chiedo di arrotolarsi le maniche anche al mio staff e questo lo chiederemo anche ai giocatori, di sceglierci per avere opportunità di gioco e di crescita, ma solo se esiste la voglia di lavorare duramente. Devo ringraziare gli ultimi due allenatori che sono stati qui prima di me e se Pistoia rimane a questi livelli è anche grazie a loro, oltre alle qualità delle persone che mi sono vicine adesso. Le sfide professionali non devono spaventare e si raccolgono volentieri”.

 

Ogni ambiente ha le sue pressioni e sfaccettature. A Bologna non arrivi per caso e non è un ambiente banale; devi vincere e questo è stato, anche se non raggiungere i play off non è stata una disfatta, almeno io la vedo in questo modo. Pistoia ha ambizioni diverse e non è la prima volta che mi trovo ad allenare dove c'è bisogno di trottare e far crescere i giovani e l'espressione della squadra è quella del lavoro. I tifosi saranno importanti perchè quando i giocatori sentono amore ed entusiasmo, difficilmente falliscono e tutti devono spingere nella stessa direzione. Adesso parlerò a lungo con coloro che saranno i miei compagni di viaggio nell'area strettamente tecnica; conosco un po' tutti e si tratta di collaboratori che hanno sempre fatto bene. Partiamo da un'idea per la costruzione di una squadra ed in questo caso è forse più semplice; spesso ti trovi già alcuni giocatori a roster, mentre in questo caso i giocatori sotto contratto sono pochi e dobbiamo trovare gli interpreti giusti, sposandosi con un progetto di crescita individuale all'interno del contesto di squadra. La prima riunione operativa la faremo dopo ed a quel punto entreremo nei dettagli; conosco la situazione di Pistoia a livello economico, ma è la stessa per altre squadre ed altre discipline in Italia. Ho un'idea di squadra, ma non la dico, perchè inutile parlare prima di sapere a chi potremo arrivare; l'unico sotto contratto è Luca Severini, un giocatore che mi piace. Un valore aggiunto è rappresentato dalle qualità professionali ed ho totale stima tecnica dello staff del Pistoia Basket; da dove provengono è importante per avere una connessione diretta sulla città, ma il primo aspetto è quello professionale. Essendoci carenze di budget, dobbiamo produrre idee ed è quello che deve fare il lupo di mare. Questa stagione sarà l'anno zero perchè per regolarmento, ogni squadra dovrà avere un nucleo di italiani superiore al precedente, senza considerare che la serie A2 avrà tre promozioni e cinque retrocessioni, con un ulteriore innalzamento della qualità. Anche squadre di A2 non blasonate stanno già mettendo alcuni colpi anche importanti, quindi sarà un cambiamento epocale.”

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