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Mercoledì, 16 Maggio 2018 13:36

Giacomo Galanda tra presente e futuro. Il PalaCarrara e quello che potrebbe accadere

Galanda esulta con la squadra nel giorno della promozione Galanda esulta con la squadra nel giorno della promozione Leonardo Cecconi

di Leonardo Cecconi

PISTOIA – Volontà, impegno e programmazione.

Secondo Giacomo Galanda, il Pistoia Basket deve confermare quanto dichiarato ieri all'incontro con il Presidente FIP Gianni Petrucci, per uscire dall'impasse PalaCarrara e rimanere in pianta stabile nell'elite del basket. “Quello di ieri con il presidente è stato un incontro non ufficiale, anche se io ero presente nella veste ufficiale di consigliere federale. Nell’ultimo consiglio era stato esposto il rapporto del Coni sulle strutture esistenti per le società di serie A e la Federazione ha iniziato a valutare e capire come orientarsi in merito all’adeguamento delle strutture; per questo ha fatto una proposta alla Lega, di fatto concessionaria del campionato e organizzatrice del torneo, chiedendo di risolvere questi problemi. Ieri è stato un approfondimento che ha riguardato la situazione del palazzetto di Pistoia che, come tutti ormai sappiamo, per problematiche tecniche, strutturali e normative non potrà mai raggiungere i 5000 posti. Sono stati portati avanti progetti con diversi investimenti ed è stata esposta la situazione PalaCarrara da parte dell'assessore Gabriele Magni e da parte dell’ingegnere del comune. La Federazione prende atto che Pistoia si è data da fare per aumentare i posti a sedere ed il prossimo passaggio sarà quello di presentare il progetto ufficiale alla Lega: a sua volta la Lega risponderà che che la maggioranza delle società non possono raggiungere la capienza richiesta di 5000 posti e farà una proposta che sarà avvalorata o meno dalla Federazione. Mi preme ricordare che la Federazione ha dato un segnale forte per i 5000 posti, soprattutto per favorire un adeguamento delle strutture, ma non tanto legate esattamente ai numeri; rispetto a tanti campionati che ci sono nel mondo, in Italia siamo indietro e per il servizio che vogliamo offrire al pubblico dobbiamo adeguarci con luci, schermi, hospitality e aria condizionata. Non possiamo permetterci di fare i play off con Milano ad esempio, che in casa gioca con l’aria condizionata e fuori non può giocare nelle stesse condizioni, quindi lo standard si deve elevare”.

 

“Alcune società hanno fatto uno scatto e si sono fatte trovare pronte, Pistoia è in una situazione difficile perchè ha una strutturata datata e con problematiche. Personalmente sarò sempre sostenitore dell’idea che si deve prevedere una struttura nuova progettata per sport e spettacolo, perchè il palazzetto non deve essere un costo; una società dovrebbe strutturarsi per avere un palazzetto in gestione da poter affittare per eventi di vario genere, comprensivo di negozi, aree commerciali, foresteria, una palestra di appoggio, uffici e quant’altro. Detto questo, non da sottovalutare il fatto che l’intento politico della Federazione e della Lega sia quello di una premialità ridotta riguardante l’impiego degli italiani e volta a favorire le società che si caratterizzeranno al meglio con strutture per settori giovanili, vivai e foresterie. Si partirà già dal prossimo anno e per certi versi è un momento storico, perchè tutte e quattro le maggiori componenti del basket sono orientate in questa direzione e cioè per investire sui settori giovanili. L’amministrazione si muove nella maniera giusta e l’incontro di ieri è servito per spiegare agli alti vertici delle federazione qual'è lo stato dei lavori, anche perchè l'amministrazione stessa si è presa degli impegni in campagna elettorale e Gabriele si sta dando da fare”.

 

Infine Galanda è molto esplicito ed esaustivo anche su un eventuale ritorno, in un ruolo dirigenziale, al Pistoia Basket. “In questo momento ho scelto una via professionale diversa, occupandomi di tante altre cose ed in primis sono project manager dell'azienda Giorgio Tesi Group, non intesa come società sportiva. Da questo lavoro traggo molte soddisfazioni, il lavoro mi piace e l’azienda è contenta, con un rapporto proficuo di collaborazione. Detto questo vivo a Pistoia, sono appassionato di basket, sono consigliere federale, quindi ci tengo al Pistoia Basket e ne sono uscito perchè c’erano una serie di situazioni che non mi trovavano coinvolto appieno e nelle quali non riuscivo ad esprimermi. Il mio nome è stato fatto più volte ed il mio interesse può esserci nel momento in cui verrà fatto un progetto serio e con precise competenze, perchè non posso entrare in qualcosa senza sapere dove sto andando. Se verrà creato un team collaborativo, importante e con obiettivi precisi, per me sarebbe un piacere ed un onore poter dare una mano al Pistoia Basket; la mia competenza non ha un prezzo ed ho un nome da spendere nella pallacanestro, ma sono sempre stato abituato a fare le cose nel modo giusto, anche quando ero giocatore”.

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