header rsport
 
.

 

.

 

Mercoledì, 08 Maggio 2019 09:01

OriOra Pistoia, una (probabile) salvezza che non salva nessuno (o quasi)

OriOra Pistoia, una (probabile) salvezza che non salva nessuno (o quasi) Giovanni Fedi

di Leonardo Cecconi

PISTOIA - Siamo franchi. Dispiace per gli amici di Torino, ma sapere di giocare nuovamente la serie A dopo una annata disastrosa come quella che si appresta a terminare, è impresa quasi come quella del Liverpool di ieri sera.

Purtroppo, a differenza della magnifica gara degli inglesi contro il favorito Barcellona, in casa OriOra non c'è niente di memorabile, anzi. Se realmente il Consiglio Federale ratificherà gli otto punti di penalizzazione per Torino, la squadra biancorossa sarà ufficialmente salva anche perdendo l'ultima gara interna. E diventa difficile capire quale sarà il clima domenica sera contro Avellino, perchè di fatto da festeggiare c'è ben poco e quindi rischia di passare come una serata assolutamente anonima: non ci saranno tributi e probabilmente pochi applausi, tranne forse quelli per capitan Della Rosa e per L.J. Peak, giocatore che può avere un grande futuro.

 

Ma in questa stagione non si salva nessuno, a partire da una Lega ed una Federazione assenti, che pensano esclusivamente al proprio tornaconto e non hanno il minimo interesse a far crescere realmente il movimento basket in Italia. Non ingannino le coppe vinte da Sassari e Bologna perchè, esclusa l'Eurolega, le manifestazioni in Europa sono più un impiccio che altro durante la stagione; i grandi problemi economici che affliggono la nostra pallacanestro non sembrano avere soluzione ed ogni anno si rischia di perdere ulteriori pezzi (squadre e società). Non si salva una dirigenza che, troppo spesso, ha dimostrato di non essere coesa nelle scelte, a partire dall'ultima che ha riportato Paolo Moretti a Pistoia. Il presidente Massimo Capecchi è persona seria e capace, che ha pagato un'annata difficile ed ha alzato la voce solamente in occasione dell'abritraggio contro Pesaro; se rimarrà in carica, dovrà mostrare maggior polso ed incidere maggiormente nelle scelte societarie. Non si salva Alessandro Ramagli, che non è mai riuscito a trovare i mali della squadra, ma che alla resa dei conti appare anche uno dei minori responsabili per i risultati di una formazione senz'anima. Non si salva Paolo Moretti che vince la prima partita contro Bologna, ma nelle successive non ha più il controllo del gruppo ed è costretto ad alzare bandiera bianca. Non si salva ovviamente una squadra nata male, finita peggio, una formazione senza personalità, qualità tecniche e caratteriali, quasi sempre in balia degli avversari. I cambi in corsa, necessari o fatti per accontentare la piazza, hanno solo peggiorato un roster balbettante, che è rimasto in corsa fino alla fine solo perchè gli altri (Pesaro, Reggio e Torino) hanno accompagnato lo zoppo, mettendosi anche loro a zoppicare. Non si salvano i tifosi, che troppo spesso hanno saputo solo criticare, senza mai riuscire ad essere un valore aggiunto e facendosi trascinare nel grigiore generale di una squadra mai amata. Non si salvano certo Torino, Cantù, Pesaro o Avellino e tutti quei dirigenti che, ogni anno, approfittano di regole poco chiare, per costruire squadre oltre le proprie possibilità per poi rendersi ridicole di fronte a una federazione permissiva con chi vuole.

Gli unici a salvarsi, come sempre, sono i ragazzi della Baraonda Biancorossa, sempre presenti, sempre positivi, sempre pronti a seguire la squadra ovunque e contro chiunque; dobbiamo toglierci dalla testa che il pubblico faccia vincere le partite, ma questi ragazzi sono di esempio a tutto il popolo biancorosso. Mai una contestazione fuori luogo e, anche sui social, grande maturità; la Pistoia del basket ha questo piccolo matrimonio e deve mantenerlo, non solo per il rispetto dovuto a questi ragazzi.

Ma niente è mai per caso. Se davvero Pistoia riuscirà a salvarsi dopo una stagione come questa, dirigenti, soci e sponsor devono chiudersi in una stanza e pianificare seriamente il futuro, se futuro può esserci. Ci siamo cullati sugli allori per annate che sono andate decisamente oltre le più rosee aspettative, quindi è ora che si provi a fare un salto di qualità in professionalità. Basta poco, perchè Pistoia ha grandi potenzialità. Tornare ad avvicinare i bambini e le famiglie a questo sport è essenziale, riportare entusiasmo anche nelle piccole cose, tornare nelle scuole, portare i giocatori tra la gente, organizzare incontri con i giocatori per firmare le maglie, con il doppio scopo di vendere e creare nuovo entusiasmo. Non ultimo lo sponsor OriOra, non certo fortunato in questa stagione, ma che ha tutte le carte in regola per organizzare piccoli eventi durante l'anno, cercando di ricreare voglia di aggregazione.

Andiamo ad issare la bandiera del basket toscano in cima alla montagna, perchè siamo gli unici che possono farlo, non dimentichiamocelo.

SEDONI 300x425banner