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Mercoledì, 27 Febbraio 2019 17:41

Comitato stadio: i tifosi dicono la loro sul futuro del “Melani”

di Emiliano Nesti

PISTOIA – Ieri sera alla Casa del Popolo Bottegone, il Comitato per l'unione di Pistoia arancione ha indetto una conferenza riguardo le problematiche dello stadio Marcello Melani.

Molte le persone e tifosi intervenuti alla serata, trasmessa in diretta sui canali di Orange Station, la trasmissione dedicata ai tifosi della Pistoiese. Al tavolo dei relatori della conferenza stampa erano seduti Giovanni Ulivi, Mauro Baiocchi, Luca De Marco e Johnny Colosimo (assente per motivi di salute il presidente Paolo Minuti) che hanno affrontato i vari temi riguardanti le precarie condizioni strutturali del Melani, a fronte di un incontro, avvenuto nel pomeriggio di ieri, tra una delegazione del Comitato per l'Unione di Pistoia Arancione e l'Amministrazione comunale alla presenza del Sindaco Tomasi, degli assessori Capecchi e Magni e del consigliere comunale Vespignani. Prima di entrare nei dettagli, capiamo innanzitutto quali sono le motivazioni che hanno spinto un gruppo di tifosi della Pistoiese a far nascere il Comitato per l'Unione di Pistoia Arancione.

Il titolo emblematico “Sveglia!” che da l'avvio al comunicato, letto all'inizio della conferenza dall 'addetto stampa Johnny Colosimo, parla chiaro: “Sveglia!! Innanzitutto ci presentiamo: siamo un gruppo di tifosi della Pistoiese di età differenti, ognuno proveniente da un luogo diverso della provincia, ognuno con la sua esperienza di tifo alle spalle. Ciò che ci accomuna è l'incrollabile fede arancione e la volontà di riavere uno stadio degno di tale nome, in cui poter tornare a sostenere i nostri beniamini, senza il rischio di vedercelo cascare in capo.

L'incertezza e la sofferenza sono elementi scolpiti da sempre nel nostro credo, il (quasi) "mai una gioia" un tassello insostituibile del nostro DNA. In quarant'anni, prima la serie A, poi un rapido declino, fino al primo fallimento. La rinascita, altri quattro anni di serie B e poi di nuovo giù, sempre più giù, fino a sprofondare addirittura in Eccellenza. L'ennesima risalita, grazie all'attuale proprietà, fino all'anonima e avvilente serie C odierna.

"Avvilente" è un aggettivo che si sposa molto bene anche con l'attuale condizione dello stadio Marcello Melani, il tempio della nostra passione, ormai forse nemmeno più degno di portare il nome del condottiero che ci condusse sulle pianure della gloria.

La situazione è arcinota e sotto gli occhi di tutti. Dalla sua costruzione, ultimata nel 1966 (con l'edificazione di tribuna e gradinata), poco e nulla è stato fatto per lo stadio della nostra città. E quel poco con neanche troppo criterio.

Nel 1980, con la serie A, fu edificata in fretta e furia la curva Nord; una soluzione di fortuna, non troppo uniforme agli altri due settori, ma il tempo stringeva e quel mix di ferro e cemento prefabbricato era il massimo a cui si potesse ambire.

Nel 1999, la serie B impose la costruzione di un nuovo settore ospiti e si rimedió con le tre tribunette in curva Sud, l'ennesimo inguardabile rattoppo in nome dell'ottenere "il minimo con il minimo sforzo".

Col passare degli anni, e siamo ai giorni nostri, ai problemi "estetici", si sono aggiunti dei ben più gravi problemi strutturali, che hanno portato prima alla chiusura della gradinata e poi a quella della curva Nord. La tribuna per il momento pare salva, grazie al prossimo intervento annunciato recentemente dal Comune, anche se, onestamente, ci pare che quei denari si sarebbero potuti spendere prima e meglio.

Non siamo qui a cercare dei colpevoli della situazione dello stadio, ma a chiedere una presa di coscienza da parte di tutti, al fine di trovare una soluzione rapida e duratura. Questo stadio ci ricorda un po' il Titanic, ma se fu chiaro quasi subito che, una volta centrato l'iceberg, il Titanic sarebbe affondato, qui abbiamo ancora delle possibilità e il salvabile si può ancora salvare. Oppure rifare, che sarebbe ancora meglio.

Ci rivolgiamo all'Amministrazione Comunale, alla US Pistoiese 1921 e a tutti gli imprenditori della città e della provincia. Il tempo è scaduto. Sveglia!!!

Abbiamo citato per primo il Comune perché l'impianto è comunale e riteniamo che l'attuale amministrazione abbia il dovere di restituire alla città uno stadio dignitoso. Investire nello sport significa investire in cultura, in aggregazione, nel sociale. E un'amministrazione che fra qualche anno si dovrà ripresentare agli elettori, un'occasione così dovrebbe coglierla al volo.

Doverosa premessa: siamo ben consapevoli delle problematiche che affliggono tutta l'impiantistica sportiva cittadina, passando per la viabilità e l'urbanistica in generale. Problemi non meno gravi di quello che vi stiamo sottoponendo. Per tale motivo, abbiamo l'onestà intellettuale di non chiedere di costruire il Maracanà in due mesi, ma pretendiamo in primo luogo chiarezza. Diteci chiaramente come intendete muovervi e come, se ristrutturando o ricostruendo, se affidandovi alle casse comunali o con una concessione poliennale ad un privato. E dopo fatelo, possibilmente in modo veloce, efficiente e trasparente.

La Pistoiese, come noi tifosi, è un po' la parte lesa di tutta la vicenda, dato che la struttura non è di sua proprietà e deve assistere, senza poter intervenire, al suo degrado. Ciò che chiediamo alla proprietà è di sfruttare il suo canale preferenziale e di farsi sentire ancora di più con l'amministrazione comunale, portando avanti quel progetto di presa in gestione dello stadio a cui pare che aspiri da anni. Non lo scopriamo certo adesso quanto uno stadio moderno ed efficiente possa attirare un maggior numero di tifosi e sopratutto di sponsor e nuovi soci.

Infine, chiamiamo in causa gli imprenditori di Pistoia e provincia, coloro che proliferano e fanno affari sul nostro territorio. Lo stadio, come tutti gli altri impianti sportivi sono della città e quindi anche vostri. Una città con degli impianti sportivi all'avanguardia, magari grazie ad un vostro aiuto, potrebbe essere un bel biglietto da visita e un investimento, in chiave di visibilità e credibilità, che potrebbe tornarvi indietro decuplicato nel giro di breve tempo. Uno stadio nuovo, una struttura moderna in grado di vivere sette giorni su sette, potrebbe rivelarsi una inesauribile fonte di profitto.

In fondo alla piramide, ci siamo noi tifosi. Noi non abbiamo grandi margini di manovra e nemmeno grandi risorse, se non la grande passione che ci muove. Su quella ci potrete contare, così come sulle nostre idee, molte delle quali (siamo onesti) sbocciate su Google, dove ci immergiamo ad invidiare realtà meno importanti e blasonate della nostra, munite però di stadi molto più belli e funzionali. In fondo, lo stadio è e sarà un po' anche nostro, quindi ci pare fondato esporre la nostra opinione, i nostri suggerimenti e, perché no, rompervi civilmente i coglioni fino a che le nostre richieste non verranno accontentate. E statene certi, lo faremo.” Comitato Stadio

Questo è il grido dei tifosi. Un grido che nasce proprio in quello che il Comitato per l'Unione di Pistoia Arancione definisce il 'tempio della passione'. Una sorta di terzo in comodo tra Comune e Pistoiese per monitorare, condividere e perchè no, per sognare tutti insieme una nuova casa per i tifosi.

“ Vogliamo dare una mano, sempre nel limite del possibile, alla Pistoiese e al Comune – tiene a precisare Giovanni Ulivi – sia per cercare di svoltare in questa situazione stadio, sia per l'organizzazione dei festeggiamenti del centenario, perchè l'evento è prossimo e speriamo di fare qualcosa di importante. Il centenario viene una volta sola, quindi bisogna essere preparati cercando di mettere il tifoso al centro di questi progetti. L'importante credo sia l'unità di questo comitato che rappresenta tutti i gruppi, i club e le associazioni della Curva che militano da tanti anni tra Curva Nord e Tribuna Ovest. E' fondamentale essere partiti – continua Ulivi - perchè se non parti e non ci provi, non puoi nemmeno dire un giorno, ci sono riuscito.

Sappiamo delle numerose difficoltà, ma lo stadio è la priorità per noi tifosi, è la nostra casa. L'obbiettivo nostro è quello di avere una struttura che possa rispettare i criteri del campionato di serie B. Questo perchè non è fattibile avere una squadra competitiva se poi non puoi giocare nel tuo stadio e devi migrare in altre città. Di conseguenza – conclude - chiediamo che il progetto stadio viaggi in parallelo tra Amministrazione e Pistoiese, ovvero che il Comune pensi a mettere a norma la struttura, altrettanto deve fare la Pistoiese per costruire una squadra importante.”

Soddisfatto dell'iniziativa Mauro Baiocchi: “ Questa è la strada giusta per riportare gli sportivi a seguire la Pistoiese. - commenta il vice presidente del Comitato Stadio – La strada è dritta e se riusciamo a lottare per far seguire la giusta direzione, sono convinto che la città ci seguirà.”

La parola infine passa a Luca De Marco che entra più nello specifico, riguardo all'incontro con l'amministrazione comunale: “ L'unico settore agibile è la curva sud - spiega Luca De Marco – e adesso c'è assolutamente bisogno di un progetto che prevalentemente deve uscire dalla società. Da Roma stanno aspettando questo preliminare, per decidere se finanziare o meno il progetto, per poi valutare le strade da intraprendere che possono essere il diritto di superficie ( come Udine) o altre vie, come per esempio il credito sportivo (utilizzato a Ferrara).

C'è la possibilità di partire con dei lavori, sono imminenti e ci stanno lavorando. C'è un architetto, ci sono già le persone pronte, manca solo la ciliegina sulla torta e poi vedremo un nuovo Marcello Melani, per lo meno ristrutturato e pronto per la serie B. La serie cadetta vuole 7500 posti, quindi possiamo anche decidere di fare campionati di vertici della serie C ma se abbiamo soltanto 2600 posti non possiamo certo ambire a certi palcoscenici. L'impegno da parte dell'amministrazione di ascoltare delle persone preposte a finanziare con mutui o con crediti c'è. Quindi ora manca solo il progetto preliminare per fare il conteggio economico.”

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